Bretagna da Scoprire


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Tradizione

Cenni storici

Nel V secolo i Bretoni dell’isola di Bretagna, la Gran Bretagna di oggi, emigrano in Armorica, l’attuale Bretagna francese. Nell’845 Nominoe sconfigge Carlo il Clavo regalando alla regione l’indipendenza. Nel 939, dopo la disfatta dei normanni viene creato il ducato di Bretagna. Dal 1341 al 1365 Giovanni di Montfort diventa il duca Giovanni IV, approfittando della guerra di successione in Bretagna. Il successivo regno di Giovanni V dura dal 1399 al 1442 e segna l’apogeo della civiltà bretone. In seguito Francesco II e sua figlia Anna vengono più volte sconfitti dai Valois e dal 1487 al 1490 si alleano con l’Inghilterra e Massimiliano d’Austria. Nel 1491 la duchessa Anna va in sposa a Carlo VIII e successivamente nel 1499 a Luigi XII, re di Francia. L’anno 1532 vede la promulgazione dell’editto di Nantes che sancisce l’unione della Bretagna alla Francia. Nel 1675 scoppia la cosidetta “rèvolte du papier timbrè” (rivolta della carta bollata) contro le imposte indirette. Nel 1688 viene nominato un intendente di Bretagna. Dal 1670 al 1770, la lotta tra il duca d’Aiguillon e il procuratore generale della Charolais segna l’opposizione parlamentare nei confronti della monarchia. Il periodo che va dal 1793 al 1795 è contrassegnato dalla “chounnerie”, l’insurrezione dei realisti dell’ovest, gli “chouans”, che partecipano alla guerra controrivoluzionaria. Il movimento autonomista bretone si svilupperà principalmente nel corso del XX secolo.

Il Tro Breizh

Nel XII secolo, per onorare i sette santi fondatori del cristianesimo in Bretagna, si diffonde la pratica di compiere un giro della Bretagna raccogliendosi sulle loro tombe. Questo pellegrinaggio segue un tracciato definito da antiche strade, che collegano questi primi 7 vescovadi: i pellegrini andavano a prosternarsi sulle tombe di St Samson a Dol de Bretagne, St Patern a Vannes, St Corentin a Quimper, St Pol Aurélien a St Pol de Léon, St Tugdual a Tréguier, St Brieuc e St Malo nella loro città rispettiva. Il circuito così definito disegnava un cerchio intorno alla penisola, da cui il Tro Breizh (giro di Bretagna), e permetteva ai pellegrini di guadagnarsi il posto in paradiso. Dopo vari secoli di oblio, il giro di Bretagna riunisce oggi credenti e amanti del trekking per una marcia attraverso il patrimonio religioso bretone.
L’associazione del Tro Breiz organizza un Tro Breizh nella sua versione moderna, si tratta di un trekking da St Pol de Léon a Tréguier che si svolgerà dal 28 luglio al 2 agosto.
Per qualsiasi informazione contattate l’Association Tro Breizh – Place de l’Evêché 29250 SAINT POL DE LEON e-mail:trobreiz@free.fr

La lingua bretone

Il bretone è una lingua celtica. Derivate dalla famiglia indo-europea, le lingue celtiche comprendono 2 gruppi che sono il gaelico ed il brittonico. Nel V secolo, un’emigrazione massiccia proveniente dall’isola di Bretagna (Galles, Cornovaglia, Devon…) attraversa il mare e rinnova la popolazione armoricana: l’Armorica diventa la Bretagna ed il bretone, la sua lingua. Durante la III Repubblica, il Ministero francese della Pubblica Istruzione interviene per far scomparire questa lingua minoritaria. Si assiste oggi ad un chiaro rinnovato interesse per l’apprendimento del bretone e si può valutare a 700 000 il numero di persone di lingua bretone soprattutto grazie allo sviluppo dell’insegnamento del bretone in particolare nella scuola Diwan. Fondata da insegnanti e genitori, è una scuola laica e gratuita aperta a tutti. Si contano oggi 31 siti ripartiti sull’insieme della Bretagna e circa 2000 alunni seguono gli studi alla scuola Diwan.

La bandiera Bretone

“Gwenn ha Du”: (bianco e nero) la bandiera della Bretagna che si vede sventolare un po’ ovunque nella regione, è stata disegnata nel 1923 da Morvan Marchal.

È formata da 9 strisce: 5 strisce nere che simbolizzano i cinque vecchi “paesi ” o vescovadi di Alta-Bretagna: Dol, Nantes, Rennes, Saint-Brieuc e Saint-Malo e quattro strisce che simbolizzano i quattro vecchi “paesi” o vescovadi di Bassa-Bretagna: Cornovaglia, Léon, Trégor e Vannetais.
L’angolo superiore sinistro contiene un quadrato di undici ermellini su fondo bianco che ricorda l’emblema dei duchi di Bretagna.

L’ermellino

Questo piccolo mammifero carnivoro è stato utilizzato molto presto in eraldica, in quanto assomiglia un po’ ad una croce con generalmente tre punte verso il basso. L’ermellino araldico è stato utilizzato in molti paesi d’Europa. Adottato in Bretagna dal lignaggio ducale dei Montfort, finisce per essere considerato un po’ ovunque come “il” simbolo della Bretagna e si ritrova di fatto negli stemmi di un grande numero di città bretoni di oggi, su insegne e su numerosi prodotti.

Il triskell

(dal greco “triskelês” che significa “a tre gambe”): questo motivo decorativo che è apparso in Bretagna solo a partire dagli anni ’20 ma è stato molto utilizzato dagli antichi Celti e si presenta come una croce girevole a tre braccia o spirali, che rappresentano la terra, il fuoco e l’acqua.

Non bisogna attribuirgli oggi quel significato misterioso che non ha mai avuto. Come la ruota, il triskell può evocare il sole o il moto perpetuo.

Molto diffuso oggi nei sei paesi celtici, questo motivo decorativo serve in qualche modo da etichetta di “celtitudine”.

I Castelli:

La Bretagna possiede oltre 4 000 castelli, manieri, case gentilizie e malouinières (case tipiche), di interesse e densità uniche in Europa.
Edificati nel Medio Evo, nel Rinascimento o nel corso dei secoli successivi, a prescindere dalla loro epoca e del loro stile, hanno un'”aria di famiglia” decisamente bretone e tutti posseggono “l’accento della regione”.
Le grandi fortezze come quelle di Fougères, Vitré o Chateaubriant difendevano un tempo la frontiera terrestre del Ducato e centinaia di opere sono state costruite nei secoli lungo i 1700 chilometri di coste.

L’Ancien Régime ha visto fiorire le belle dimore edificate dai membri del Parlamento di Bretagna, da grandi servitori della Monarchia o ancora da armatori e negozianti, arricchitisi con il commercio del merluzzo, delle spezie e del caffè, come è il caso della regione di St Malo ricca di malouinières e quella di Nantes in cui hanno visto la luce numerose “folie nantaises”.

Ai bei tempi del Romanticismo e durante la Belle Epoque, sono stati edificati alcuni castelli fantastici come quelli di Trévarez o di Kériolet. Oltre 200 dimore vi aprono oggi i loro battenti. È un mondo sconosciuto che si svela poco a poco, il sogno che si realizza di penetrare in un parco, di bighellonare attraverso i viali e le pergole, di avvicinarsi infine alla dimora.

Molto belli da visitare sono i bastione delle città Concarneau e Vannes, ancora integri o le cinte murarie di Port-Louis, Guerande e St.Malo (quest’ultima è sopravvissuta a un pesante bombardamento durante la seconda guerra mondiale). Le fortezze più belle sono senz’altro quelle di Vitrè e Fougeres, la roccaforte di Dinan e il Fort la Latte posto in una fantastica posizione sulla scogliera.