Bretagna da Scoprire


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Informazioni Generali

Il Tro Breizh

Nel XII secolo, per onorare i sette santi fondatori del cristianesimo in Bretagna, si diffonde la pratica di compiere un giro della Bretagna raccogliendosi sulle loro tombe. Questo pellegrinaggio segue un tracciato definito da antiche strade, che collegano questi primi 7 vescovadi: i pellegrini andavano a prosternarsi sulle tombe di St Samson a Dol de Bretagne, St Patern a Vannes, St Corentin a Quimper, St Pol Aurélien a St Pol de Léon, St Tugdual a Tréguier, St Brieuc e St Malo nella loro città rispettiva. Il circuito così definito disegnava un cerchio intorno alla penisola, da cui il Tro Breizh (giro di Bretagna), e permetteva ai pellegrini di guadagnarsi il posto in paradiso. Dopo vari secoli di oblio, il giro di Bretagna riunisce oggi credenti e amanti del trekking per una marcia attraverso il patrimonio religioso bretone.
L’associazione del Tro Breiz organizza un Tro Breizh nella sua versione moderna, si tratta di un trekking da St Pol de Léon a Tréguier che si svolgerà dal 28 luglio al 2 agosto.
Per qualsiasi informazione contattate l’Association Tro Breizh – Place de l’Evêché 29250 SAINT POL DE LEON e-mail:trobreiz@free.fr

La lingua bretone

Il bretone è una lingua celtica. Derivate dalla famiglia indo-europea, le lingue celtiche comprendono 2 gruppi che sono il gaelico ed il brittonico. Nel V secolo, un’emigrazione massiccia proveniente dall’isola di Bretagna (Galles, Cornovaglia, Devon…) attraversa il mare e rinnova la popolazione armoricana: l’Armorica diventa la Bretagna ed il bretone, la sua lingua. Durante la III Repubblica, il Ministero francese della Pubblica Istruzione interviene per far scomparire questa lingua minoritaria. Si assiste oggi ad un chiaro rinnovato interesse per l’apprendimento del bretone e si può valutare a 700 000 il numero di persone di lingua bretone soprattutto grazie allo sviluppo dell’insegnamento del bretone in particolare nella scuola Diwan. Fondata da insegnanti e genitori, è una scuola laica e gratuita aperta a tutti. Si contano oggi 31 siti ripartiti sull’insieme della Bretagna e circa 2000 alunni seguono gli studi alla scuola Diwan.

La bandiera Bretone

“Gwenn ha Du”: (bianco e nero) la bandiera della Bretagna che si vede sventolare un po’ ovunque nella regione, è stata disegnata nel 1923 da Morvan Marchal.

bandiera

È formata da 9 strisce: 5 strisce nere che simbolizzano i cinque vecchi “paesi ” o vescovadi di Alta-Bretagna: Dol, Nantes, Rennes, Saint-Brieuc e Saint-Malo e quattro strisce che simbolizzano i quattro vecchi “paesi” o vescovadi di Bassa-Bretagna: Cornovaglia, Léon, Trégor e Vannetais.L’angolo superiore sinistro contiene un quadrato di undici ermellini su fondo bianco che ricorda l’emblema dei duchi di Bretagna.

L’ermellino

Questo piccolo mammifero carnivoro è stato utilizzato molto presto in eraldica, in quanto assomiglia un po’ ad una croce con generalmente tre punte verso il basso. L’ermellino araldico è stato utilizzato in molti paesi d’Europa. Adottato in Bretagna dal lignaggio ducale dei Montfort, finisce per essere considerato un po’ ovunque come “il” simbolo della Bretagna e si ritrova di fatto negli stemmi di un grande numero di città bretoni di oggi, su insegne e su numerosi prodotti.

Il triskell

(dal greco “triskelês” che significa “a tre gambe”): questo motivo decorativo che è apparso in Bretagna solo a partire dagli anni ’20 ma è stato molto utilizzato dagli antichi Celti e si presenta come una croce girevole a tre braccia o spirali, che rappresentano la terra, il fuoco e l’acqua.

triskell

Non bisogna attribuirgli oggi quel significato misterioso che non ha mai avuto. Come la ruota, il triskell può evocare il sole o il moto perpetuo. Molto diffuso oggi nei sei paesi celtici, questo motivo decorativo serve in qualche modo da etichetta di “celtitudine”.

I Castelli:

La Bretagna possiede oltre 4 000 castelli, manieri, case gentilizie e malouinières (case tipiche), di interesse e densità uniche in Europa.
Edificati nel Medio Evo, nel Rinascimento o nel corso dei secoli successivi, a prescindere dalla loro epoca e del loro stile, hanno un'”aria di famiglia” decisamente bretone e tutti posseggono “l’accento della regione”.
Le grandi fortezze come quelle di Fougères, Vitré o Chateaubriant difendevano un tempo la frontiera terrestre del Ducato e centinaia di opere sono state costruite nei secoli lungo i 1700 chilometri di coste.

L’Ancien Régime ha visto fiorire le belle dimore edificate dai membri del Parlamento di Bretagna, da grandi servitori della Monarchia o ancora da armatori e negozianti, arricchitisi con il commercio del merluzzo, delle spezie e del caffè, come è il caso della regione di St Malo ricca di malouinières e quella di Nantes in cui hanno visto la luce numerose “folie nantaises”.

fort_la_latteAi bei tempi del Romanticismo e durante la Belle Epoque, sono stati edificati alcuni castelli fantastici come quelli di Trévarez o di Kériolet. Oltre 200 dimore vi aprono oggi i loro battenti. È un mondo sconosciuto che si svela poco a poco, il sogno che si realizza di penetrare in un parco, di bighellonare attraverso i viali e le pergole, di avvicinarsi infine alla dimora.

Molto belli da visitare sono i bastione delle città Concarneau e Vannes, ancora integri o le cinte murarie di Port-Louis, Guerande e St.Malo (quest’ultima è sopravvissuta a un pesante bombardamento durante la seconda guerra mondiale).
Le fortezze più belle sono senz’altro quelle di Vitrè e Fougeres, la roccaforte di Dinan e il Fort la Latte posto in una fantastica posizione sulla scogliera.

 

Un patrimonio naturale:
Attraverso i sentieri dei doganieri

La Bretagna conta 1700 chilometri di sentieri litoranei che costeggiano capi, punte, dune o spiagge. Molto accessibili, questi sentieri seguono tutto il profilo del litorale e svelano paesaggi magnifici. Ormai organizzati per il trekking e le passeggiate, ebbero un tempo un ruolo determinante per quanto concerne la sorveglianza delle coste: questi sentieri furono organizzati per combattere il contrabbando ed i ladri di relitti, da qui la denominazione di sentieri dei doganieri. Ma i tempi sono cambiati e questi sentieri appartengono ormai agli amanti della natura, amanti di sensazioni forti, amanti del trekking sportivo o bighelloni per un giorno… In Bretagna, la natura regna. Spettacolari o intimi, i nostri paesaggi non mancano di carte vincenti per incantare i passeggiatori. Di Riserve Naturali in siti del Conservatorio del Litorale, sarete immancabilmente sedotti. A voi scoprirne le innumerevoli sfaccettature, al vostro ritmo, il tempo di un trekking a piedi, in bicicletta o a cavallo, perchè no? Questo patrimonio naturale, in cui i grandi spazi succedono ad angoletti ricchi di fascino, racconta una miriade di storie belle e appassionanti.

 

Il Conservatorio del Litorale e la preservazione dei grandi siti

La diversità dei rilievi e della vegetazione in Bretagna forgia una grande varietà di paesaggi, alcuni dei quali hanno acquisito una fama mondiale: la Punta del Raz, la Costa di Granito Rosa, il Cap Fréhel, il Golfo del Morbihan… Il Conservatorio del Litorale è stato creato per salvaguardare l’ambiente sul litorale marino e le rive dei grandi laghi.

cap_frehel

Il suo ruolo consiste nel ripristinare i paesaggi e gli equilibri ecologici dei siti minacciati. I terreni che il Conservatorio acquisisce possono comprendere un monumento di interesse storico, un sito archeologico, una riserva ornitologica, paludi o una battigia paludosa particolarmente fragile…

Ne diventa il proprietario inalienabile e avvia lavori di ripristino del sito. Ristabilire la duna sparsa, far ricrescere la landa, impedire l’accesso a qualsiasi tipo di veicolo, viene fatto di tutto perchè il sito ritrovi un’armonia naturale.

 

Religione:
Il Patrimonio religioso

Il patrimonio religioso della Bretagna, particolarmente presente e originale, costituisce una delle fonti dell’incanto bretone. Non vi è paesaggio marittimo o paesaggio dell’interno che non sia segnato qua e là da una croce di pietra, una statua, il campanile di una chiesa o di una cappella.

È stata questa l’espressione del fervore religioso del popolo bretone per secoli e oggi ancora, le meraviglie architettoniche e artistiche si offrono all’ammirazione di tutti quei visitatori che si concedono il tempo di scoprirle alla svolta di un sentiero. Se la Bretagna possiede 9 cattedrali, tutte bellissime e anche splendide chiese romaniche e gotiche, è probabilmente invece nelle umili chiese di paese, nelle piccole cappelle ranicchiate nelle radure e nei suoi innumerevoli calvari seminati lungo i sentieri che questo paese afferma la sua originalità

Anche se vi si possono spesso ritrovare delle influenze artistiche e architettoniche venute da fuori, questi monumenti in materiale locale: granito, scisto, ardesia… presentano una patina dovuta al clima e soprattutto uno spirito che non esiste altrove.

Una specificità bretone: gli insiemi parrocchiali

L’insieme parrocchiale è un legame tra il mondo dei vivi e quello dei defunti e si apre al mondo con una porta trionfale. Di solito è situato intorno ad un cimitero, ed è composto dalla chiesa, l’ossario ed il calvario.

Il calvario è un monumento decisamente bretone, che narra gli episodi della storia sacra, un libro di immagini in granito destinato un tempo all’istruzione del popolo; i più famosi sono quelli di Pleyben, Plougastel-Daoulas, Guimiliau.

I più importanti insiemi parrocchiali si trovano nel Finistère e sono quelli di St Thégonnec, Lampaul Guimiliau o Sizune Pleyben.

 

Porte trionfali

La porta trionfale chiamata anche porta dei morti, simboleggia l’entrata della persona giusta nell’immortalità ed è fatta ad arco trionfale. Interessanti sono le porte di Berben e Sizun costruite durante il periodo rinascimentale..

 

Ossari

Nei piccoli cimiteri bretoni era usanza esumare i morti per far posto alle nuove salme. I resti venivano depositati in piccoli contenitori situati o vicino al muro del cimitero o a quello della chiesa. Questi cosiddetti ossari furono sostituiti con il tempo per mezzo di edifici più grandi separati dalla chiesa.

Con la partecipazione a queste processioni i fedeli possono chiedere perdono per i peccati commessi, chiedere delle grazie o sciogliere un voto.
I grandi perdoni sono molto impressionanti ed è interessante assistervi.

 

Saint Yves

Nativo di Tréguier, Yves Helory de Kermartin viene nominato giudice ecclesiastico a 27 anni e assume il rettorato di una piccola parrocchia nei dintorni di Tréguier. Tanto fervente quanto incorruttibile, diventa avvocato degli umili e dei poveri mentre la sua reputazione di rettitudine e di ascetismo si diffonde in tutta la regione.

La morte interrompe le sue nobili opere all’età di 50 anni e Yves de Kermartin viene canonizzato nel 1347 dal papa Clemente VI che ne fa uno dei rari santi ufficiali della Bretagna.

Lascerà dietro di sè il culto di St Yves che si sviluppò rapidamente e superò velocemente le barriere regionali: questo difensore dei poveri, delle vedove e degli orfani diventa il grande giustiziere, il riparatore dei torti ed il santo patrono della nobile confraternita degli avvocati

Ogni anno, la 3° domenica di maggio, si svolge a Tréguier il grande pardon di St Yves o Pardon degli avvocati, luogo di pellegrinaggio degli uomini di legge venuti da tutto il mondo.

 

Sainte Anne

Nel VI secolo circa, per limitare la sopravvivenza delle credenze pagane, il clero conduce grandi campagne di predicazione per imporre il culto della Sacra Famiglia. La religione celtica, sebbene profondamente impregnata di paganesimo, iniziava a riconoscere un dio unico che si manifestava sulla terra tramite le divinità. La dea Ana, “grande madre di tutti” nello spirito celtico, ha quindi trovato il suo omologo in Sainte Anne, madre della Vergine Maria, che diventa quindi patrona dei Bretoni e a cui sono attribuiti poteri protettivi illimitati. Il culto di Ste Anne assume un’ampiezza spettacolare in Bretagna quando appare miracolosamente nel 1623 a un contadino nel luogo in cui si trova oggi la basilica di Ste Anne d’Auray: è oggi il pardon più frequentato della Bretagna (26 luglio).

Fauna e Fiori:

I parchi di Bretagna sono interludi di freschezza nel circuito delle vacanze. Questi giardini paesaggistici sono una delizia di sorprese: palme e fiori esotici lussureggianti vi danno per un istante l’illusione di essere ai Tropici. Un castello eretto nella sontuosa cornice di un giardino alla francese vi trasporta nel secolo del Re Sole; in opposizione a questo rigore, i massicci colorati abbondano di libertà poetica: eccovi in un giardino inglese. La maestosità dei grandi alberi secolari, le sinfonie di colori e di profumi orchestrati dalle stagioni, fanno dei parchi di Bretagna percorsi di piacere impregnati di ricordi di viaggi…

Un clima dolce per le palme Questa esuberanza florale è servita da un clima di una dolcezza eccezionale.

I Bretoni non mancano mai di evocare il “Gulf Stream”, quella corrente calda che viene a lambire le coste bretoni per conferire alla Bretagna un microclima incredibile a questa latitudine: chi penserebbe che Brest in inverno ha le stesse temperature della Costa Azzurra!

A favore di questa clemenza invernale, i Bretoni che furono sempre grandi viaggiatori, hanno potuto estendere il loro gusto per i giardini esotici e l’acclimatazione. Un giardino bretone racconta ricordi di viaggio.

La palma è un elemento così frequente nei giardini che la sua alta silhouette fa parte del paesaggio bretone, come le yucca e i loro grappoli di fiori bianchi, o le mimose che profumano la primavera. Le camelie sembrano essere cresciute in Bretagna tanto queste ” rose del Giappone” amano le nostre terre: è qui che furono per la prima volta acclimatate in Europa all’inizio del secolo scorso.

Ai fiori piace la Bretagna

Ai fiori piace la Bretagna. Le lande risplendono dell’oro folgorante dei ginestroni e del tappeto viola delle brughiere. I rossi ed i blu delle violacciocche selvatiche incantano i bordi del mare. In armonia con la natura, i Bretoni curano la loro casa con amore, con una predilezione per le ortensie! Blu, rosa, violette, sono un ornamento così tipico della casa bretone che si trovano ovunque in cartolina. Le aiuole multicolor e le cascate di gerani che rallegrano le case e le strade del più piccolo villaggio sottolineano l’amore dei Bretoni per i fiori. Numerosi comuni vengono peraltro tutti gli anni premiati al “Concorso delle Città e Villaggi fioriti”.

Il narciso delle Glénan

Scoperto nel 1803 da un farmacista di Quimper, il Narcissus Triandus cresce esclusivamente sull’isoletta di Saint Nicolas nell’arcipelago di Glénan. A forza di essere raccolto e soffocato dalla natura circostante questo delizioso fiore bianco di primavera divenne una specie in pericolo così l’isola venne trasformata in una riserva naturale negli anni ’70. Da allora, è scrupolosamente curata e vede infine l’istituzione di una regolamentazione dei germogli di narcisi: ne sono stati recensiti 60 000 ceppi…Attenzione, coglierli è rigorosamente vietato!

A Tavola:
Frutti di mare, crostacei e pesci

Ogni mollusco o crostaceo ha i suoi nascondigli privilegiati, a seconda del tipo di fondale, della profondità dell’acqua, del suo grado di salinità e di chiarezza, e delle correnti. Alcuni preferiscono i fondali sabbiosi o melmosi, come i ragni di mare che si scovano fino a 50 metri di profondità. Lo stesso dicasi per gli scampi che si pescano ancora più a largo a 4 o 5 ore di barca dalla costa; approfittano dei fondali mobili per scavarsi delle gallerie e crearvi delle tane.

Le cozze invece, si aggrappano agli scogli o ai filari; si fissano di preferenza vicino agli estuari, laddove si mischiano acque dolci e acque salate. Al contrario, i ragni di mare, molto sensibili alla salinità dell’acqua fuggono le foci. Le vongole infine reclamano tutto nello stesso tempo e alloggiano nella melma vicino agli scogli, in posti al contempo sabbiosi e pietrosi. Sono grige o rosa se provengono dalle Isole di Glénan.
Le ostriche godono in Bretagna di una qualità delle acque incomparabile: rimescolate continuamente dalle forti correnti bretoni, forniscono alle ostriche tutto il plancton indispensabile alla loro crescita. La grande stagione delle ostriche ha luogo durante tutti i mesi con la “r” da settembre ad aprile.
Grazie al know-how secolare degli ostricultori bretoni spesso trasmesso di padre in figlio e dalle qualità proprie ad ogni ‘territorio marittimo’, la Bretagna offre quindi dodici ‘grands crus’: Cancale, Paimpol, la Rivière de Tréguier o Morlaix Penzé, la Nacre des Abers, la rada di Brest o l’Aven-Belon, la ria d’Etel come la Quiberon, la Golfe du Morbihan o la Penerf, tanti gusti diversi da scoprire percorrendo le coste bretoni. L’ostrica può essere dolce o iodata, magra o carnosa; qui un sapore d’alga molto sottile, là una punta di nocciola ; sempre sana e autentica, equilibrata e molto poco calorica.

L’autentico vassoio di frutti di mare freschi bretoni

Il “vassoio di frutti di mare” è uno dei fiori all’occhiello della gastronomia bretone. Questa unione di molluschi e crostacei, artisticamente presentati su un letto di alghe goemon, costituisce un antipasto generoso o un piatto unico a seconda degli appetiti. La sua composizione varia secondo le coste, la stagione ed i rischi della pesca, ma anche a seconda dei ristoranti. Per essere sicuri di avere un vassoio della massima freschezza e ricco di sapori, alcuni ristoratori hanno firmato la carta de “l’autentico vassoio di frutti di mare bretoni”. Questi ristoratori si sono impegnati a servire solo prodotti estremamente freschi che non abbiano subìto nessun congelamento.

La seconda categoria comprende: i tartufi di mare, le vongole (due bivalve dal gusto molto sottile), le vongole veraci e le mandorle (altre bivalve) e le cozze, tutti molluschi da servire crudi; le chiocciole queste piccole lumache di mare sono deliziose, ma occorre prendersi la briga di estirparle dal loro bitacolo con uno spillo!), i buccini (più grossi e più carnosi) e le galatee (piccoli crostacei molto simili allo scampo), che si degustano crudi.

La composizione del vassoio può variare secondo gli arrivi, ma questa carta vi garantisce un minimo di sei tipi di molluschi e di crostacei, obbligatoriamente pescati in Bretagna naturalmente! Il ristoratore aderente si impegna anche a servirlo accompagnato di pane bianco e di pane nero (particolarmente apprezzato con le ostriche), di maionese fatta in casa e naturalmente di burro salato: siamo in Bretagna! Nel vostro percorso goloso, potrete individuare i ristoratori aderenti a questa “carta dell’autentico vassoio di frutti di mare bretoni” grazie ad un logo sulla loro vetrina. In questa pagina toverete un tagliando risposta che vi permette di partecipare ad un’estrazione a sorte: i vincitori si vedranno offrire un vassoio di frutti di mare per due persone, in uno dei ristoranti aderenti alla carta. Saranno allora invitati a dare il loro parere sulla qualità dei prodotti degustati, compilando un questionario.