Cap Frehel

Cap Frehel è senz’altro dei più bei promontori, situato in un fantastico scenario della costa bretone.

Con il mare mosso, le onde si infrangono con violenza su scogliere alte 70 metri, mentre con giornate prive di foschia, in lontananza si riesce a distinguere le isole anglo-normanne.

02

Attorno allo stabile si apre un sentiero che percorre tutto il promontorio ( itinerario di circa 30-45 minuti) e dal quale si possono ammirare le falesie rosse, grigie e nere che dominano a picco il mare.

Se il relativo accesso è facile, la relativa disposizione è pericolosa e non protetta.

Si possono osservare le diverse specie di uccelli quali cormorani, gabbiani, che fanno di questo promontorio la loro residenza provvisoria. Una buona idea sarebbe quella di essere muniti di binocolo.

È su questo litorale che potrete fare le escursioni più meravigliose, in una lussureggiante vegetazione di primavera, che diventa selvaggia di estate, sotto un sole ardente che caratterizza con un color ruggine il paesaggio.

05

Si consiglia di visitare Cap Frehel nel tardo pomeriggio perché il panorama diventa particolarmente incantevole con il contrasto di colori rosso violaceo delle rocce e il verde azzurro del mare, e anche per evitare le foschie della mattina.

Si può visitare il faro (145 scalini), costruito nel 1950;  la sua lampada ha una portata che varia da un raggio di 200 (metri nelle giornate con nebbia fitta) ai 120 Km (nelle migliori condizioni atmosferiche).

Risalente al 1950, domina il mare da un’altezza di 103 metri.

Dalla sua sommità si potrà avere un panorama del promontorio. Durante le giornate limpide, è possibile scorgere le Isole del Canale.

01

Un consiglio per uno spettacolo mozzafiato è quello di guardare a est il promontorio mentre il sole sta tramontando, il colore colore passerà dal rosa all’arancio arrivando ad accendersi in una fiammata che annuncia la conclusione del giorno.

La torretta al suo fianco non è altro che il vecchio faro che fu costruito (o torre Vauban), in granito, fu costruito sotto Luigi XIV nel 1650.

La sua luce che era alimentata a carbone, era visibile fino a 40 km di distanza in cattive condizioni atmosferiche.


Planimetria:


Visualizzazione ingrandita della mappa

Commenti chiusi